Morfè
La forma delle parole. Le parole che descrivono sentimenti, stati d’animo, situazioni ed emozioni sono astratte, eppure profondamente evocative. In tutte le lingue del mondo queste parole, pur rappresentando le stesse esperienze umane, si presentano in forme differenti. Molte di esse sono onomatopeiche, e forse è proprio questo a spiegare il loro suono così particolare. Tuttavia, come accade per i versi degli animali, anche le parole onomatopeiche variano da lingua a lingua dimostrando così che nessuna parola corrisponde universalmente alla cosa che rappresenta. In questo periodo ho iniziato a riflettere su una domanda: e se le parole astratte avessero una forma visiva? Da questa intuizione è nata un’indagine artistica. Ho redatto una lista di parole astratte, ciascuna con il proprio contrario, e ho iniziato a dipingere una serie di opere seguendo il flusso del momento, lasciandomi guidare soltanto dall’irresistibile desiderio di trovare un equilibrio cromatico. Una volta completato il dipinto, ho tracciato una linea continua e ininterrotta utilizzando la tecnica dello sgocciolamento (dripping), impiegando vernice liquida. Il risultato è stato una serie di forme irregolari, nate da un gesto di “scrittura automatica”, libero da ogni intento rappresentativo. Nella fase successiva ho velato con un colore più scuro tutto ciò che si trovava al di fuori della forma generata dal dripping, isolandola visivamente al centro della composizione. L’ultima parte del progetto è quella più sperimentale e interattiva: ho invitato persone a osservare i dipinti e, attingendo alla lista delle parole astratte, abbinarne una a ciascuna opera. I “padrini” e le “madrine” dei quadri assegnano così il nome che ritengono più adatto, basandosi esclusivamente sulle sensazioni suscitate dall’osservazione. Un processo simile a un test di Rorschach, dove ogni forma diventa uno specchio per emozioni, intuizioni e vissuti personali.