Trappole per i Ricordi
In un tempo dove la memoria si misura in megabyte, dove i ricordi vengono affidati a schede magnetiche fragilissime, dove le informazioni e la comunicazione non sono mai state cosi molteplici e consumistiche, in questo tempo, dove si avverte lo stravolgimento di importanza delle cose e dei valori, nasce un oggetto analogico, sorprendentemente longevo e affidabile. Un’opera d’arte interattiva da far vivere e crescere con attimi da intrappolare per sempre. Il tentare di coinvolgere lo spettatore e riuscire a farlo immergere nell’opera credo sia l’ambizione di tutti gli artisti, ma renderla interattiva è ancora più eccitante. E così che l’oggetto quadro diventa una metafora del cervello, lo spazio vuoto che si crea tra vetro e sfondo inizierà a contenere i ricordi scritti su rotolini di carta infilati dal buco nella parte superiore della cornice, col tempo i rotolini colmeranno lo spazio e ogni volta che si introdurrà un nuovo ricordo questo sottrarrà la vista dello sfondo che rappresenta il passato sino a coprirlo del tutto, esattamente come avviene nel nostro cervello, più si riempie di ricordi, più si dimentica il passato.